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Gli Aglaspidi (ordine classificato come Aglaspida o Aglaspidida), sono artropodi del Paleozoico inferiore praticamente sconosciuti in Italia ed appena (forse) citati sui nostri libri di testo; essi sarebbero correlati ai Chelicherati in base ad alcune similitudini morfologiche, simili agli attuali Limuli ed Euripteridi (scorpioni di mare); si rinvengono praticamente solo nei livelli del Paleozoico, con una distribuzione che va dal Cambriano sino e non oltre alla fine del Siluriano. |
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I fossili che saranno analizzati in dettaglio nella presente pagina appartengono al genere Beckwithia typa. |
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Lastra presentante due esemplari di Backwithia ben conservati. Le dimensioni dell’esemplare completo a destra sono di 70 mm (sagittale), mentre il cephalon (prosoma) dell’esemplare a sinistra é di 30mm x 20mm. Rispetto all’esemplare soprastante, é ben visibile la spina caudale e le spine pleurali nella parte posteriore. Nell’area cefalica si possono osservare i tubercoli caratterizzanti l’ornamentazione e gli occhi. |
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Dettaglio del cephalon di Beckwithia typa; sono ben visibili le due spine cefaliche laterali, i tubercoli caratterizzanti la superficie del carapace e gli occhi. |
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In questo secondo esemplare (larghezza max 2cm) nettamente meglio conservato si osserva con maggior dettaglio la granulosità che caratterizzava la superficie del cephalon ed in particolare la morfologia dell’apparato visivo; nell’ingrandimento in basso acquisito con camera CCD (cliccare sull’immagine per ingrandire > attenzione sarà una pop-up window) gli occhi non presentano una struttura composita come quella che si rinviene nei trilobiti o nel Limulus con cui risulterebbe piu’ strettamente imparentato (od ai Chelicherati in generale). Si puo’ quindi parlare di ocelli piuttosto che di lenti? Il tema é da approfondire e sono evidentemente benvenuti suggerimenti od indicazioni al fine di migliorare l’informazione presente in questa pagina. |
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Non facciamoci comunque delle illusioni, questi Aglaspidi restano comunque molto rari ed il rinvenimento di esemplari integri come quelli riportati nelle immagini precedenti risulta comunque assi sporadico. Nella doppia lastra (dimensioni 9cm x 11cm la piu’ grande a destra) proveniente dalla Weeks Frm. Utah (USA) si osserva il “fantasma” di un aglaspide in posizione ventrale. Si indovina con fatica il cephalon, la silouette ed il telson, sopratutto nella lastra di destra. Ma si puo’ cercare di migliorare il livello di dettagli trattando le immagini con un software di trattamento di immagine quale Adobe Photoshop. |
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Effettuiamo un flip orizzontale dell’immagine di destra, aumentiamo il contrasto dei livelli analizzando l’istogramma delle rispettive bande RGB caratterizzanti l’immagine, incrementiamo il contrasto anche con un mask sharpen e sovrapponiamo i due risultati su due livelli differenti. Un’operazione di band composition é necessaria per fondere correttamente le informazioni presenti sulle due immagini in un layer unico. Il risultato appare nell’immagine sottostante di sinistra. Si puo’ riconoscere ora la morfologia semisferica del cephalon, la posizione centrale degli occhi (visibili come due circonferenze rosate), strutture laterali a sinistra (tergiti), la parte centrale della regione assiale ed a sinistra probabili appendici associate all’apparato locomotorio (simili a quelle dei Trilobiti), infine la parte caudale meglio, conservata, con il lungo telson orientato verso destra. |
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Nel paragrafo successivo illustro come ricostruitre un’esemplare di Aglaspide (questa procedura puo’ essere applicata anche ai trilobiti od altri organismi a simmetria bilaterale) per disegnarne la morfologia di base. |
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Il risultato che si ottiene si puo’ osservare nell’immagine precedente, dove da A, esemplare positivo ma deformato probabilmente a causa di un contrazione muscolare che ha piegato la spina caudale verso destra, si passa a B in cui viene ricostruito l’organismo con doveva essere in vita. Il processo successivo é quello di disegnarne i caratteri salienti con un programma di grafica vettoriale, nel mio caso impiego Adobe Illustrator, ma altri softwares come Macromedia Freehand, Canvas o Corel Draw potranno essere di uguale utilità. |
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Nella sezione che segue sono illustrati alcuni esemplari di Aglaspidi che mi sono stati gentilmente formiti (le foto ovviamente) da collezionisti e specialisti. Li ringrazio vivamente per il loro impegno. Si tratta in generale di esemplari unici nel loro genere e molto ben conservati. Tutti gli esemplari riportati provengono dalla Weeks Formation, Utah (USA) datati al Cambriano medio-inferiore. |
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