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BURGESS SHALES - Cambriano med. 505Mda |
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Queste torbiditi composte essenzialmente da silt hanno creato le condizioni per la conservazione delle parti molli degli individui coinvolti in questi movimenti gravitativi. Le carcasse sono state cosi' protette dall'attacco di organismi necrofagi e dall'azione ossidante dei batteri. Le condizioni di ambiente anossico vigenti sul fondo marino hanno permesso la conservazione dei piu' fini dettagli come le antenne, parti interne ed in alcune occasioni il liquido di decomposizione interno degli organismi (stain gut) seppelliti. |
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Immagine tratta dal sito: http://www.burgess-shale.bc.ca/intro.htm |
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Esistono innumerevoli testi descrittivi sul sito dei Burgess Shale, ma consiglio di leggere i libri di J.Gould "Wonderful Life" e D. Briggs “Fossils of Burgess Shale” per essere introdotti in questo particolare mondo antico. Introduco di seguito alcuni link: http://www.mala.bc.ca/~earles/burgess/ |
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Alcuni link riportanti immagini o testo (breve) descrittivo) |
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Opabinia regalis é uno degli organismi piu' "inquietanti" e problematici rinvenuti nelle faune di Burgess Shale. Oltre che nel sito di Burgess stato rinvenuto pure nei siti fossiliferi degli scisti di Maotianshan in Cina: quest'ultima formazione é datata al Cambriano medio-inferiore ed affiora in potenti livelli presso la provincia di Yunnan, vicino al villaggio d'Ercaicun e Chenjiang (vicino Kunming). |
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Il disegno che segue é la ricostruzione di Opabinia come doveva essere in vita. L’animale doveva nuotare sul fondo, eventualmente essere in grado di seppellirsi sotto la sabbia in attesa di catturare qualche preda di passaggio con la lunga proboscide. |
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Esistono molti siti dedicati a questo organismo, di seguito ne riporto alcuni: |
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L’esemplare di questa pagina, a differenza dei precedenti é un’originale che sono riuscito ad acquistare presso un collezionista americano che rivendeva pezzi di vecchie collezioni. Un fossile unico dato che dal sito di Burgess non é piu’ possibile ottenere alcun campione. L’immagine é stata fatta in luce diffusa e luce riflessa alfine di permettere una completa visibilità dei dettagli.. |
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Di dimensioni assai ridotte (circa 2 cm) presenta uno scudo cefalico caratteristico composto da due lunghe paia di spine orientate verso la parte posteriore e sotto la testa due paia di antenne. Il corpo si compone di 24-26 segmenti ciascuno avente un'appendice ramificata. L'appendice inferiore corrisponde ad una zampa, mentre quella superiore ad una branchia piumosa che permetteva all'animale anche di nuotare liberamente nell'acqua. A differenza degli altri artopodi che si rinvengono nei sedimenti di Burgess, Marrella era una forma cieca, non essendosi rinvenuti allo stato attuale esemplari muniti di apparato visivo. La conservazione dell'individuo é piuttosto particolare poiché presenta, oltre ai fini dettagli visibili, una macchia scura sita all'estremità posteriore dell'animale (stain gut in inglese, vedi foto in alto a sinistra): essa viene interpretata come cio' che resta dei fluidi corporali prodottisi durante il processo di decomposizione. |
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Ricostruzione dorsale e ventrale di Marrella splendens. Disegno fatto utilizzando Adobe Illustrator e Photoshop per la ricostruzione delle ombre e finalizzazione dei dettagli. L’esemplare proviene da una tavola disegnata da Walcott e personalmente modificata, ATTENZIONE che la ricostruzione ventrale, sulla base degli studi di Whittigton e recentemente di Collins e Berrido (http://pubs.nrc-cnrc.gc.ca/cgi-bin/rp/rp2_abst_e?cjes_e06-012_43_ns_nf_cjes6-06) ha subito alcune importanti modificazioni. |
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