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BURGESS SHALES - Cambriano med. 505Mda
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Non staro' a riscrivere quello che già si trova su internet in 1000 siti differenti. Il sito di Burgess Shale é un'eccezionale località fossilifera datata al Cambriano medio (505Milioni di anni circa), situata nel Yoho Parco Nazionale, presso le Montagne Rocciose, vicino la cittadina di Field in Columbia Britannica (click sull'immagine satellitare per scaricare il file .kmz e visualizarlo su GoogleEarth). La località é speciale perché ha fornito eccezionali fossilizzazioni di organismi a corpo molle in grande quantità. Il sito é stato studiato già dal 1909 da Walcott Charles ed é stato decretato dall’UNESCO nel 1981 come Sito di Patrimonio Mondiale, rendendo allo stato attuale impossibile acquisire esemplari per collezionismo (salvo eccezioni...). Gli organismi che si rinvengono sono stati seppelliti in occasione di ripetuti fenomeni di correnti di torbida originatesi lungo i versanti instabili della vicina Cathedral Formation.
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Queste torbiditi composte essenzialmente da silt hanno creato le condizioni per la conservazione delle parti molli degli individui coinvolti in questi movimenti gravitativi. Le carcasse sono state cosi' protette dall'attacco di organismi necrofagi e dall'azione ossidante dei batteri. Le condizioni di ambiente anossico vigenti sul fondo marino hanno permesso la conservazione dei piu' fini dettagli come le antenne, parti interne ed in alcune occasioni il liquido di decomposizione interno degli organismi (stain gut) seppelliti.
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Le faune (autoctone ed alloctone) sono state seppellite ad una profondità di circa 200m, dinnanzi ad una falesia calcarea (biocostruita) sottomarina innalzantesi di circa 160m rispetto al fondo marino prospicente. Resti massicci e detriti calcarei provenienti da questa falesia si rinvengono nelle immediate vicinanze del sito fossilifero principale (Walcott quarry). Le faune coinvolte in questi sedimenti si suppone siano state trasportate per una doistanza di circa 0.9-1.8Km, considerazioni effettuate sulla base di analisi tafonomiche e sedimentologiche (Convay Morris, 1979 e 1986).
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Phylum Cordata Genus Pikaia
Pikaia gacilens
Dimensioni: 2.5 cm l’esemplare in alto
Copia dell’originale conservato nello Smithsonian Museum. L’immagine a sinistra é stata acquisita in luce diretta, quella a destra in luce riflessa.
Pikaia é un'animale estinto del Cambriano medio rinvenuto presso il Monte Pika, nella formazione di Burgess Shale. Scoperto da C.Walcott fu descritto per la prima volta nel 1911. Fu descritto inizialmente come un verme polichete, ma durante un'analisi piu' approfondita nel 1979, il paleontologo Conway Morris pose Pikaia gracilens nel phylum dei Cordati, ascrivendo questo organismo come la forma piu' antica nota dei moderni vertebrati.
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Avente dimensioni medie di 5cm, Pikaia nuotava sul fondo marino utilizzando il corpo ed una sottile "coda" (vedi ricostruzione a lato). Come abitudini alimentari si nutriva di particelle e plancton. Allo stato attuale solo 60 individui sono stati rinvenuti presso il sito di Burgess Shale.
La copia che possiedo é stata ottenuta tramite fusione in lattice particolarmente fine, che ha permesso la conservazione dei piu' piccoli dettagli cosi' come il caratteristico riflesso che si rinviene negli esemplari originali. Si puo' osservare la notocorda in corrispondenza della superficie dorsale (esemplare inferiore), le antenne ed i segmenti, visibili nell’esemplare in alto, corrispondono ai muscoli.
La ricostruzione a sinistra é tratta dal sito: http://www.3d-art.co.uk/3dpages/3ded/dk-3.html
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Opabinia regalis é uno degli organismi piu' "inquietanti" e problematici rinvenuti nelle faune di Burgess Shale.
Oltre che nel sito di Burgess stato rinvenuto pure nei siti fossiliferi degli scisti di Maotianshan in Cina: quest'ultima formazione é datata al Cambriano medio-inferiore ed affiora in potenti livelli presso la provincia di Yunnan, vicino al villaggio d'Ercaicun e Chenjiang (vicino Kunming).
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Opabinia possiede un corpo segmentato flessibile ricoperto di sottile e probabilmente molle carapace ed una tipica proboscide caratterizzata dalla presenza di una sorta di pinza terminale che poteva servire per catturare le probabili prede. Come il coetaneo predatore Anomalocaris, Opabinia possiede delle ali laterali lungo il corpo che ne permettevano la natazione, una coda composta da tre paia di ventagli ed una serie di zampe simili a quelle dei lobopodi. Un’ulteriore caratteristica particolare di questo organismo é la presenza di 5 occhi apparentemente tutti funzionanti posti sulla sommità del capo. Non é stato classificato in alcun gruppo esistente ma é considerato come un ramo estinto del phylum Arthropoda od Anellida. A sinistra particolare del capo con la proboscide e gli occhi.
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L’esemplare misura 6cm in lunghezza e 1.8cm in altezza. La copia, analogamente al campione precedente (Pikaia gracilis) é stata ottenuta tramite fusione in lattice particolarmente fine, che ha permesso la conservazione dei piu' piccoli dettagli cosi' come il caratteristico riflesso che si rinviene negli esemplari originali. Si tratta di una riproduzione del celebre esemplare conservato nello Smithsonian Museum. L’immagine é stata acquisita in luce riflessa, illuminando perpendicolarmente la lastra; questa tecnica, per gli esemplari provenienti da Burgess, permette di mettere in evidenza dettagli altrimenti non visibili utilizzando un tipo di illuinazione a luce diffusa. Particolare del tronco, con le ali permettenti la natazione, ed i segmenti toracici visibili a sinistra.
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Parte terminale del corpo, di cui si riconoscono le “ali” probabilmente utilizzate anch’esse per la natazione. I fossili conservanti le parti molli presentano sovente un sottile film di carbonio “kerogenizzato”. [ Il kerogene é un composto chimico organico caratterizzato da monomeri organizzati in maniera aleatoria presente con una certa abbondanza all'interno delle rocce sedimentarie. E' insolubile nel classici solventi organici a causa del notevole peso molecolare (maggiore di 1000). La porzione piu' solubile corrisponde al bitume, ed é da considerarsi come il precursore degli idrocarburi fossili.( sorgente: http://en.wikipedia.org/wiki/Kerogen )]
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Il disegno che segue é la ricostruzione di Opabinia come doveva essere in vita. L’animale doveva nuotare sul fondo, eventualmente essere in grado di seppellirsi sotto la sabbia in attesa di catturare qualche preda di passaggio con la lunga proboscide. Quest’ultima poteva introdursi in cavità per cogliere gli organismi di cui si nutriva.
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L’esemplare di questa pagina, a differenza dei precedenti é un’originale che sono riuscito ad acquistare presso un collezionista americano che rivendeva pezzi di vecchie collezioni. Un fossile unico dato che dal sito di Burgess non é piu’ possibile ottenere alcun campione. L’immagine é stata fatta in luce diffusa e luce riflessa alfine di permettere una completa visibilità dei dettagli..
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Marrella splendens era un artropode dalla forma inabituale ben noto grazie alla grande quantità di individui (più di 15000 esemplari sono stati repertoriati) che si rinvengono sul sito di Burgess Shale. Sebbene associato al gruppo dei trilobiti in un primo momento, H.Whittington, basandosi su alcune caratteristiche anatomiche, ha dedotto che Marrella non appartiene ai Trilobiti (possiede un paio di antenne supplementari, tre zampe cefaliche supplementari ed ogni zampa comporta due segmenti in meno rispetto ai trilobiti), ne ai Chelicherati e neppure ai Crostacei (non possiede le tre paia di arti posteriori alla bocca caratteristiche dei crostacei e le zampe sono assai differenti). Nell’immagine a lato é rappresentata la ricostruzione di un’arto di Marrella
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Di dimensioni assai ridotte (circa 2 cm) presenta uno scudo cefalico caratteristico composto da due lunghe paia di spine orientate verso la parte posteriore e sotto la testa due paia di antenne. Il corpo si compone di 24-26 segmenti ciascuno avente un'appendice ramificata. L'appendice inferiore corrisponde ad una zampa, mentre quella superiore ad una branchia piumosa che permetteva all'animale anche di nuotare liberamente nell'acqua. A differenza degli altri artopodi che si rinvengono nei sedimenti di Burgess, Marrella era una forma cieca, non essendosi rinvenuti allo stato attuale esemplari muniti di apparato visivo.
La conservazione dell'individuo é piuttosto particolare poiché presenta, oltre ai fini dettagli visibili, una macchia scura sita all'estremità posteriore dell'animale (stain gut in inglese, vedi foto in alto a sinistra): essa viene interpretata come cio' che resta dei fluidi corporali prodottisi durante il processo di decomposizione.
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Ricostruzione dorsale e ventrale di Marrella splendens. Disegno fatto utilizzando Adobe Illustrator e Photoshop per la ricostruzione delle ombre e finalizzazione dei dettagli. L’esemplare proviene da una tavola disegnata da Walcott e personalmente modificata, ATTENZIONE che la ricostruzione ventrale, sulla base degli studi di Whittigton e recentemente di Collins e Berrido (http://pubs.nrc-cnrc.gc.ca/cgi-bin/rp/rp2_abst_e?cjes_e06-012_43_ns_nf_cjes6-06) ha subito alcune importanti modificazioni.
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