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E. Andri, F. Rossi, Genesi ed Evoluzione di frangenti, cinture, barriere ed atolli. Dalle stromatoliti alle comunità di scogliera moderne. 1993. Memorie della Società Italiana di Scienze Naturali e del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, v.XXVI - Fascicolo III, pp.559-609 |
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Questi tappeti algali svolgono una triplice azione: la prima è quella di stabilizzare il fondo mobile sviluppandosi sull'interfaccia deposizionale; la seconda, anch'essa meccanica, consiste nell'intrappolamento di particelle detritiche fini (argille e sill); la terza, biochimica, provoca la precipitazione del carbonato di calcio attraverso l'attività metabolica. Dal punto di vista batimetrico, è chiaro il rapporto che queste costruzioni organico-sedimentarie hanno con la luce ed è quindi evidente che le associazioni algali produttrici di stromatoliti saranno più facilmente legate a mari caldi e condizioni batimetriche ridotte, anche se sono state segnalate costruzioni stromatolitiche fino a 150 metri di profondità (Playford & Cockbain, 1969; Hoffman, 1974). Sebbene questi limiti batimetrici lascino perplessi, essi forse possono essere raggiunti se si tiene conto della grande adattabilità di certe associazioni algali ad ambienti altamente diversificati. |
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In base ai vari fattori di crescita delle lamine e ai meccanismi fisico-biochimici che sono all'origine della morfologia complessiva delle stromatoliti, ci sembra per ora che anche qualsiasi tentativo di classificazione morfologica sia inutile per l'impossibilità di operare correlazioni a grande distanza. Unica suddivisione che riteniamo valida è quella che vede le costruzioni stromatolitiche suddivise in due grandi classi: stromatoliti s.s. ed oncoliti (Johnson, 1961). |
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Genesi ed evoluzione di una stromatolite Le associazioni algali che colonizzano e stabilizzano una porzione di fondo marino, determinano un microambiente nel quale avviene produzione di carbonato di calcio, sotto forma aragonitica, per precipitazione diretta dovuta all'attività metabolica algale. I cristalli aghiformi di aragonite si depositano e vengono intrappolati dal tappeto algale unitamente a sedimento di origine detritica. Quest'ultimo legato al tasso di sedimentazione proprio di questo microambiente, unitamente ai cristalli di aragonite determina il soffocamento del tappeto algale, che si ricostituirà, in modo ciclico, al di sopra della prima lamina. Se consideriamo che la maggior parte delle stromatoliti si sono formate in ambienti di mare basso, o addirittura, in ambiente intertidale (vedi figura sottostante), e che il contributo alla costruzione e allo spessore di una lamina è legato anche alla presenza di sedimenti detritici fini, possiamo ritenere che le stromatoliti rappresentino degli ottimi indicatori ambientali poiché possono fornirci importanti informazioni climatiche anche sulle aree continentali limitrofe. |
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Mentre il contributo carbonatico è dovuto all'azione biochimica svolta dalle associazioni algali e quindi legato all'insolazione e regolato dal ciclo stagionale e dall'andamento diurno-notturno, il contributo detritico è condizionato dalla morfologia e dal clima delle aree continentali vicine. |
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Le stromatoliti, nelle loro molteplici accezioni, rappresentano la prima testimonianza sicura di attività litocostruttrice sulla Terra costituendo, dal Precambriano all'Olocene, un filo conduttore pressoché continuo dovuto all'attività di associazioni algali che formano, ed hanno formato, la base della catena alimentare marina e della vita in generale. La drastica riduzione delle alghe costruttrici di stromatoliti che si registra alla fine del Paleozoico, e che prosegue fino ai giorni nostri, è probabilmente dovuta all'improvviso aumento di organismi bentonici erbivori e alla concomitante competizione tra queste associazioni algali e le alghe rosse corallinacee iniziatasi nel corso del Mesozoico. |
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E’ chiaro che si possono rinvenire differenti tipi di endmembers all’interno di una medesima associazione ed a differenti scale di osservazione, cosi’ come per esempio stromatoliti di tipo SH possono essere costituite da lamine tipo LLH-C. |
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