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WHITE SEA - Vendiano 555Mda |
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Gli affioramenti del Vendiano che si rinvengono lungo le falesie del Mar Bianco, con le faune di Flinder Ranges nel sud dell'Australia, hanno fornito almeno il 60% dei taxa dell'Ediacarano sin'ora descritti. |
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Nella scala a destra é riportata la posizione stratigrafica degli affioramenti di Zimnie Gory, Zimnie Bereg e la penisola di Onega rispetto alle località piu’ note che hanno fornito fossilizzazioni di tipo Ediacara. |
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Ulteriori info le potrete trovare ai seguenti link: |
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In occasione di tempeste ed al seppellimento dell'organismo si sviluppano processi di riduzione del ferro in presenza di solfati contenuti nell'acqua marina. La reazione chimica che si produce é la formazione di solfuri di ferro (pirite) che creano una patina (ingl. death mask) mineralizzata che permette la conservazione della controimpronta dell'organismo, ed il vuoto lasciato dalla dissoluzione dell'animale viene sosostituito da materiale sabbioso sottostante. Una nuova colonizzazione da parte di alghe sul fondo marino limiterà la diffusione di ossigeno e solfati nei sedimenti sottostanti, e di conseguenza la conservazione dell'impronta. |
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Se si osserva il campione macroscopico si puo’ osservare come nella parte inferiore a destra sia presente una patina grigio-nerastra che, a piu’ forte ingrandimento mette in evidenza la presenza di microgranuli che a piu’ forte ingrandimento corrispondono ad aggregati di cristalli di pirite. Pirite framboidale di formazione probabilmente sin-sedimentaria e che potrebbe quindi confermare come il processo di fossilizzazione sia avvenuto in presenza di materia organica e scarsa concentrazione di ossigeno. |
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Move the pointer over the image to show the legend and the descritpion of the organisms illustrated |
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Click sul nome della specie per accedere alla relativa scheda descrittiva: |
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Phylum: Coelenterata Bell’esemplare di Cyclomedusa sp.. Queste forme circolari, sebbene fossero state inizialmente considerate come impronte di meduse sono oggi considerate come tracce di apparati radicali di organismi ancorati sul fondo (vedi sotto per ricostruzioni). |
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Phylum: Coelenterata L’esemplare possiede dimensioni piu’ ridotte rispetto alla forma precedente, ma la morfologia risulta sempre la medesima. A questo proposito si puo’ comparare questa impronta con quelle presenti sulla lastra proveniente da Ediacara e presente su questo sito. |
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Nelle immagini soprastanti, estratte dall’interessante articolo: “The first named Ediacaran body fossil, Aspidella terranovica”, di James G. Gehling, Guy M. Narbonne e Michael M. Anderson, Palaeontology, Vol. 43, Part 3, 2000, pp. 427-456, sono rappresentate una sezione trasversale dell’ipotetica base dell’oganismo cui Paleiella apparteneva, ed il profilo delle impronte circolari in funzione del relativo stadio di sviluppo. Per scaricare l’articolo clicca sul link in fondo alla pagina evidenziato da un *. |
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Di dimensioni variabili tra 1 e 10cm circa, il corpo risulta essere circolare ed isometrico, simmetricamente diviso in due parti da un'asse longitudinale; degli elementi trasversali ad organizzazione alternata si sviluppano con dimensioni decrescenti verso la parte "caudale" dell'organismo. Rari comunque sono gli esemplari che mostrano queste strutture laterali. |
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Il solo riferimento che ho trovato su internet é il seguente: |
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Dickinsonia é stata rinvenuta nelle rocce del Vendiano dell'Australia, del nord della Russia, Rajastan e Podolia. La sua posizione sistematica non é ancora stata definita, essendo considerato sia come un anellide a causa della sua similitudine con l'attuale genere Spinther (polichete), mentre secondo altri autori é da classificarsi come una sorta di medusa, anemone di mare, corallo, artropode od addirittura come fungo. |
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La morfologia ventrale e gli organi rappresentati é stata ottenuta dall’interessante articolo di Jerzy Dzik pubblicato su INTEGR. COMP. BIOL., 43:114–126 (2003) ma accessibile a questo indirizzo: http://icb.oxfordjournals.org/cgi/reprint/43/1/114.pdf |
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Nell’immagine a lato un esemplare di Dickinsonia. In questo fossile la parte centrale risulta completamente obliterata da cristalli di pirite che impediscono di distinguere il setto mediano. |
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Alcuni link interessanti: M. A. Fedonkin and A. Y. Ivantsov Ventogyrus, a possible siphonophore-like trilobozoan coelenterate from the Vendian Sequence (late Neoproterozoic), northern Russia - Geological Society, London, Special Publications 2007 volume 286: 187-194. Anchors away: anatomy of an Ediacaran sea floor dominated by Parvancorina A. Yu. Ivantsov. D. V. Grazhdankin. The Ediacaran genus Inaria: a taphonomic/morphodynamic analysis//.. Jb. Geol. Palaont. Abh. v.216. pp.1-34. Mention in D. V. Grazhdankin. Patterns of distribution in the Ediacaran biotas: facies versus biogeography and evolution Paleobiology, 30(2), p. 203-221. |
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